Strozzapreti di farro al ragù d’agnello

Tritate una cipolla e mettetela a soffriggere nell’olio assieme a 100 grammi di pancetta stesa tagliata a dadini. Quando saranno rosolate aggiungete 400 grammi di polpa d’agnello tagliata a pezzettini piccoli, salate pepate e innaffiate con un bicchiere di vino bianco secco. Quando sarà evaporato aggiungete mezzo bicchiere di salsa di pomodoro e lasciate cuocere per almeno un’ora a fuoco lento. Cuocete gli strozzapreti, conditeli con il ragù, mantecateli con della besciamella e spolverizzateli con 100 grammi di parmigiano. Da servire molto caldi.

strozzapreti al ragù

Pennoni con melanzane e zucchine

Tra le nostre ricette preferite non poteva mancare quella che Ilaria Marino Navarra ha pensato per la nostra pasta di grano duro.

Mondate, lavate e tagliate 2 melanzane a fette e 2 zucchine a rondelle. Rosolate le verdure in una padella con olio per 10 minuti, aggiungete 2 tuorli d’uovo, salate e continuate la cottura per altri 10 minuti. Rimestando periodicamente.

Cuocete poi 350 grammi di pennoni in acqua salata con lo zafferano, scolateli, amalgamateli con il condimento che avete preparato, disponeteli nel piatto da portata, irrorare con un filo d’olio e aggiungete 80 grammi di pecorino a scaglie.

Farro

Il farro TRITICUM DI COCCO ha origine nell’Asia minore, dove in alcune zone nasce ancora spontaneo. Per svariati secoli è stato l’alimento base delle popolazioni dell’area Afro-Asiatica Mediterranea; ricco di nutrimento, il suo chicco (cariosside) è uno scrigno pieno di sostanze preziose: vitamine A, B, C, D, E, fibre, sali minerali, fosforo, sodio, calcio, potassio e magnesio. Il farro ha la particolarità di avere un valore glicemico medio basso, ed è consigliato per alcune intolleranze alimentari (il riferimento è specifico per la nostra Azienda Biologica).

La qualità del prodotto è determinata da diversi fattori, oltre all’argilla che mantiene l’umidità nel terreno anche nei periodi di siccità, viene attuata una rotazione di colture idonee ad apportare sostanze rigeneratrici per l’equilibrio biologico, come il favino le leguminose e il trifoglio. Questo sistema antico ma validissimo garantisce al farro un apporto di sostanze nutrienti adeguate e sufficienti per assicurare una corretta struttura organolettica e genetica e un prodotto di grande qualità.

Il farro ama le colline fresche, ventilate, e i terreni argillosi, che ne permettono il buon sviluppo fino alla maturazione (luglio). La pianta può raggiungere un’altezza di 120-130 cm, ed è molto resistente agli inconvenienti atmosferici (piogge, vento, sbalzi termici), prende possesso con decisione del terreno su cui viene seminato. Il valore energetico è di 340 cal. in 100 gr., si può gustare in chicco, farina, pasta.